sabato 20 dicembre 2008
Fido ha l'anima..... Bilal no!!!
giovedì 4 dicembre 2008
UN PAESE DALLE TANTE LUCI
Gambarare,Piazza Vecchia, Porto Menai, Dogaletto e Giare
IL PROGRAMMA
SABATO 6 DICEMBRE
Ore 16 LA “BANDA DI MIRA” APRE LA MANIFESTAZIONE
Ore 16,30 TAGLIO DEL NASTRO E ACCENSIONE DELLE LUCI. SALUTO DELLE AUTORITA' e
PRESENTAZIONE DELL'INIZIATIVA
Ore 17 APERTURA MOSTRE : “Come un Balocco” e “Ville Venete”
Ore 17,30 ESIBIZIONE BANDA
Ore 19 PASTA E FASIOI IN PIASSA
Ore 19,30 SALUTO DI AMICIZIA CON CANTO IN COMPAGNIA
DOMENICA 7 DICEMBRE
Ore 10 VISITA GUIDATA ALLE MOSTRE
Ore 14 ORIENTEERING PER LE VIE DI PIAZZA VECCHIA: PARTENZA
Ore 15 -18 LUCI MUSICALI: COMPLESSI GIOVANILI DEL PAESE
Ore 18,30 CIOCCOLATA CALDA E VIN BRULE'
Ore 10-19 BANCARELLE IN PIAZZA
LUNEDI 8 DICEMBRE
ORE 10-12 IMPASTA LA SALSICCIA (LABORATORIO DEDICATO AI BAMBINI)
ORE 10-19 VIENI A DISEGNARE LA TUA FESTA! (LABORATORIO DEDICATO AI BAMBIN
ORE 16 PRESENTAZIONE DEL “DOLSE DELL'AMICISSIA”
ORE 18 CORO DI SALUTO
Ore 10 -19 BANCARELLE IN PIAZZA
ORE 8 – 18 MERCATINO DI SOLIDARIETA'
DOMENICA 14 DICEMBRE
ORE 8 – 18 MERCATINO DI SOLIDARIETA'
SABATO 20 DICEMBRE
Ore 10-17 MERCATINO DEI NONNI E DEI BAMBINI
Ore 14 ADDOBBO DELL’ALBERO E PREPARAZIONE DELLA CASETTA DI BABBO NATALE
Ore 15 ARRIVO DI BABBO NATALE E RACCOLTA DELLE LETTERINE
Ore 16 ACCAREZZIAMO GLI ANIMALI DI BABBO NATALE!
Ore 16,30 CIOCCOLATA CALDA E VIN BRULE’
Ore 17,30 CHIUSURA DELLA MANIFESTAZIONE CON CORO FINALE
** animali da cortile
**In questa giornata la società VERITAS regalerà una caraffa di vetro a quanti si presenteranno con il tagliando omaggio o l’ultima bolletta pagata dell’acqua.
mercoledì 15 ottobre 2008
Grazie!!!!
Grazie a tutti !!
con tanto colpevole ritardo ringrazio tutti i 400 e ripeto 400!!! ospiti della festa BioDemocratica del nostro circolo.
Come dimostrano le foto la giornata è stata splendida sia meteorologicamente che come riuscita della festa, il doppio delle persone che ci aspettavamo non è poco soprattutto in questo periodo in cui le feste di partito non "tirano".
Il tema affrontato pare riscontri il favore di tanti cittadini e questo, rafforza la nostra convinzione che la politica deve affrontare questi temi senza timore, perchè la politica deve essere interpretata e vissuta tutti i giorni e non relegato nei soliti salotti dei pochi.
Senza temi ed iniziative concreti la politica si allontana dalla gente e diventa subito "Casta".
Quindi attendiamo suggerimenti per le prossime iniziative, su questi come su altri e più concreti temi di interesse pubblico.
Ed ancora grazie a chi ha lavorato e a chi si è semplicemente divertito!!!
venerdì 19 settembre 2008
La sezione di Piazza Vecchia – Gambarare del Partito Democratico organizza domenica 28 settembre 2008 dalle ore 10 alle ore 18 presso la fattoria “Le Giare” in via Giare la prima festa democratica della frazione.
Questa festa sarà dedicata a stili di vita biologici, sostenibili ed equo-solidali.Il programma della giornata è il seguente:
- Ore 10 - Apertura della festa e consegna della mela biologica del buon augurio.
- Ore 10.30 - Conosciamo il nostro territorio: a spasso tra campi e cavane.
- Passeggiata rigenerante nella campagna di Giare con punti di ristoro e di approfondimento culturale intermedi.
- Ore 13 - Pranzo a base di prodotti biologici e a chilometri zero.
Menu:
- Pasta di grano biologico con salsa all'amatriciana
- Piatto misto di sopressa, salame, funghi e polenta gialla
- Selezione di torte fatte in casa e biscotti al miele biologicocon
accompagnamento di acqua naturale, vino a chilometri zero e caffè equo-solidale.
Ore 15 - Organizzazione dei seguenti laboratori:
Laboratorio 1: “Mi faccio il pane”, con Claudio Ceroni, proprietario del forno a legna biologico di Piazza Vecchia;
Laboratorio 2: “Mi faccio il miele”, con Mattia Donadel, esperto in scienze forestali;
Laboratorio 3: “Invento con l'argilla”, con Laura Verlese, esperta della Cooperativa Olivotti.
Ore 16 – Dibattito con la partecipazione di politici e non sul mondo biologico, eco-sostenibile e per la salvaguardia delle risorse. Iniziative nel Comune di Mira, progetti per il futuro e testimonianze su sistemi fotovoltaici, gruppi di acquisto equo-solidale, autoproduzione di cibo ed energia da parte dei cittadini stessi,commercio equo e solidale. Distribuzione ai partecipanti di informazioni utili.
Ore 17.30 - Chiusura della giornata con musica dal vivo.
Per qualsiasi informazione e prenotazioni si prega di contattare Vilma (3409886096, vilma.minotto@gmail.com) o Silvia (3470852943, silvia.amerio@gmail.com)
venerdì 1 agosto 2008
Leggere
Anno dopo anno mi ha accompagnato nelle mie letture, stampato su un segnalibro che ho ancora conservato in un libro di Pirandello.
Ogni volta che leggo quella frase mi rendo conto del deserto spirituale che anno dopo anno investe l'Italia!
Purtroppo la mia terra, la Puglia, è investita in maniera particolare da questo fenomeno, come tutto il sud daltronde, e questo mi procura una sofferenza particolare ogni volta che ci torno.
Ultimamente ho avuto modo di tornare nella mia terra in treno, di giorno, la sofferenza e la tristezza sono state immani; vedere una terra ricca e produttivissima potenzialmente una California d'Italia, ridotta a regione tra le più arretrate e povere. Gli amministratori che conquistano posti nel governo nazionale (vedasi Fitto) per il solo merito di aver affossato la propria terra in un'arretratezza funzionale ed amministrativa oltre che economica, ed averla relegata, forse definitivamente, ad una sudditanza rispetto ad aiuti statali e ad imprese straniere o comunque avulse dal territorio e dalla cultura del luogo. Gente che si bea nel degrado delle speculazioni edilizie, nelle discariche abusive, ovvero si lamenta senza alzare un dito per fare qualcosa.
Cosa fare, se non cercare di innalzare il livello culturale di un'Italia splendida ma ignorante per contrastare degrado, razzismo maleducazione?
Forse sono troppo lagnoso ma la situazione ultimamente mi sembra tanto degradata, sarà che leggo troppo!!! e non vedo più tv?!
Di seguito allego un bell'articolo apparso ieri sulla Gazzetta del Mezzogiorno, che analizza bene questo fenomeno, con uno sguardo particolare per il Sud.
Mi scuso con chi mi legge e non è del sud, ma fra poco arriva il tempo delle vacanze e la nostalgia si fa sentire, insieme alla rabbia ovviamente.
Si legge poco ma libro vuol dire libertà
di Gino Dato
Leggono o non leggono? E perché non leggono? O leggono poco? Gli interrogativi li hanno riaperti gli ultimi dati sul mercato dell'editoria: nel 2006 era stato il 44,1% degli italiani con più di sei anni a leggere un libro in un anno; nel 2007 la percentuale è scesa al 43,1%, facendo registrare la prima frenata dal 1999. In coda, le regioni meridionali, ultima proprio la Puglia, che pure aveva espresso negli ultimi anni una sorta di Rinascimento editoriale. Queste cifre, sciorinate da una ricerca Iard commissionata dall'Aie, in vista degli Stati generali dell'editoria dei primi di ottobre, ripropongono alcune ipotesi sulle ragioni della non-lettura nel nostro paese e sulle strategie e strumenti utili per vincere lo «zoccolo duro». A rendere più paludosa la discussione sono intervenute le frustranti considerazioni sugli investimenti di risorse economiche e personali, di mezzi e uomini, che hanno contraddistinto nel campo editoriale una lunga stagione di intenzioni virtuose e di sinergie tra operatori culturali, editori, autori, addetti ai lavori, investitori pubblici, amministratori. Insomma, nonostante il nuovo canale del commercio in Internet, le fiere e i festival, le mille promozioni praticate nelle piazze, nei salotti e nelle masserie, portando il libro sulle spiagge e in montagna (valga per tutti l'esempio della Puglia), gli sforzi profusi per instillare il virus della lettura non avrebbero cambiato i numeri. Anzi, ne uscirebbe suggellato il primato di una civiltà sempre più incollata alla fruizione dell'immagine, all'ascolto dei messaggi che si bruciano in un attimo, ormai disavvezza all'occhio che fruga e alla mano che palpeggia il materico di una pagina.
Il bollettino della sconfitta è venuto proprio mentre volge al culmine la stagione che, per sua natura, dovrebbe offrire, distesi su un'amaca o stravaccati in poltrona, la quiete e l'atmosfera più idonee a leggere, a vagare nei mondi infiniti che un libro può aprire, salvandoci dalla solitudine e dall'impazzimento del reale. L'estate però prelude – aggiungiamo – a quello che, ogni anno, con l'apertura delle scuole, è il settembre nero del libro, impopolare per la crescita costante dei prezzi di copertina. Ma prestiamo ascolto ancora al borbottìo delle cifre: a leggere un libro al mese sono stati solo 3,4 milioni di italiani - il 13,3% del totale -, mentre il 46,2% dei lettori non supera i tre libri l'anno. E mortifica la ripartizione geografica: se al Nord il 51,4% della popolazione legge, al Sud la percentuale cala al 31,6%, con punte del 55% del Trentino Alto Adige o il 53,3% della Lombardia e, all'altro estremo, del 29, 1 per la Calabria e del 28,9 per la Puglia. E se non sono queste – anche – le due Italia, quali dovrebbero essere gli indicatori più eloquenti del gap? Le risposte alla crisi del libro potrebbero essere molteplici. La prima, la più semplice, guarda agli assetti negli stili di vita e nella capacità di spesa. Non si possono attendere – dicono alcuni - effetti immediati dagli investimenti in cultura, bisogna lasciar trascorrere degli anni per raccogliere i frutti. A fare attrito interviene, inoltre, il deterioramento dei consumi che ha indotto molti italiani a marginalizzare proprio quelli culturali in generale e, tra questi, i libri, che appaiano la merce meno "comunicativa", non utili quanto una scheda telefonica o un cd. Non ci soddisfa la risposta. Così, compulsando più attentamente le cifre, scopriamo che le fasce infantili e giovanili risultano composte da lettori complessivamente più forti rispetto alla media nazionale, malgrado la maggiore diffusione e utilizzo di Internet e telefonia mobile: leggono il 59,5% dei bambini tra gli 11 e i 14 anni; il 56,6% dei giovani tra i 15 e i 17 anni mentre il 54,1% dei ragazzi tra i 18 e i 19 si dichiara lettore di libri non scolastici. (Cifre meno esaltanti di quelle delle fasce giovanili di altri Paesi europei: al nostro 53,8%, corrisponde il 66% della Francia o il 72,3% della Spagna.)
Sorge allora il dubbio: e se le politiche fino ad oggi praticate hanno fallito proprio perché hanno finito per far lievitare solo il mercato dei già lettori, senza andare alla ricerca appunto dell'universo sconosciuto dei non-lettori? E se queste reti hanno rafforzato solo l'autoreferenzialità aristocratica di chi già vive nel mondo dei libri? E se allora, per allargare il mercato, diventasse necessario muoversi in forze proprio su nuovi target di futuri consumatori quali quelle fasce giovanili che i pubblicitari hanno già adocchiato per altri ambiti? E se, in tale luce, si dovesse far leva sulle risorse che vengono dalle prime agenzie, la famiglia e la scuola? La ricerca ci dice che, in una famiglia in cui entrambi i genitori leggono, le probabilità che i figli leggano anch'essi crescono del 2,8; e del 3,5 in una casa in cui campeggi una buona biblioteca. Vedere un genitore che legge è per un giovane come vedere il padre che ha la buona abitudine della doccia: quello scroscio quotidiano non servirà a renderlo più pulito, bensì più avvezzo a uno stile di vita sano e fresco. Il reclutamento e l'inclusione dei non lettori – perché questo è il nocciolo – devono proseguire con il rafforzamento di biblioteche e del personale ad esse destinato negli enti pubblici così come nelle scuole. E sono queste ultime, insieme alle famiglie, un altro presidio strategico per distogliere da un'abitudine alla lettura imposta e forzata dai programmi e per indurre naturalmente, invece, il piacere dell'avventura di un libro. Infine, chiediamoci: basterebbero i comportamenti virtuosi degli operatori perché vincano gli "spacciatori di libri" – come li chiama Nichi Vendola - e si diffondano i virus della lettura? Basterebbe la tensione progettuale a costruire che offrono gli "Ulisse" della nostra scena culturale: media, istituzioni, scuole, biblioteche, imprenditori, protagonisti e fruitori? Non basta in un paese che ha visto i palcoscenici superare gli stadi ma che destina alla cultura – ha chiarito l'ultimo Rapporto Federculture - 1,8 miliardi di euro annui, contro i 5 di Gran Bretagna e Spagna. Dal 2002 al 2007, i finanziamenti statali sono scesi da 0,35% a 0,29% del Pil. A compensare la scarsa generosità, gli enti locali destinano al settore il 3,4%, relegando il Sud.
No, non basta. Se non si predispone un quadro strutturale propulsivo. Se la classe dirigente non comprende che gli investimenti in beni culturali producono ricchezza e sviluppo. Non soldi. Ma, per dirla con Amartya Sen, innanzitutto libertà.31/7/2008
venerdì 25 luglio 2008
| La Canzone di Caparezza? Losappio: canta la Puglia |
| Dopo le polemiche sollevate dall'assessore provinciale al Turismo di Foggia nei confronti del rapper "Caparezza" autore della canzone "Vieni a ballare in Puglia", interviene a favore del cantante l'assessore regionale all'Ecologia Losappio. |
| Dopo le polemiche sollevate dall'assessore provinciale al Turismo di Foggia nei confronti del rapper "Caparezza" autore della canzone "Vieni a ballare in Puglia", interviene a favore del cantante l'assessore regionale all'Ecologia Losappio. BARI - Dopo le polemiche sollevate dall'assessore provinciale al Turismo di Foggia nei confronti del rapper "Caparezza" autore della canzone "Vieni a ballare in Puglia", definita «di una violenza inaudita», ora a favore del cantante interviene l'assessore regionale all'Ecologia Michele Losappio. «La denuncia delle difficili situazioni ambientali - dice Losappio - e delle altrettanto difficili condizioni di lavoro, contenute nelle poesie, nelle canzoni e nelle musiche di Caparezza – ha affermato – risponde alla realtà di una situazione costruita in decenni di sottovalutazioni e di vere e proprie aggressioni al territorio e ai pugliesi». Per Losappio «impegnati come siamo a cambiare questa situazione per garantire serenità nel futuro della nostra Regione, non possiamo che esprimere la solidarietà del governo regionale a un artista profondamente legato alla sua terra e alfiere di una denuncia che aiuta il cambiamento possibile». La sua partecipazione a «Festambiente Sud», il festival nazionale di Legambiente, era stata considerata insultante, oltraggiosa dalla Provincia che si era dissociata ufficialmente dalla presenza dell'artista molfettese che canterà domenica sera nel centro storico di Monte Sant'Angelo. «Il testo della sua canzone "Vieni a ballare in Puglia" - aveva detto l'assessore provinciale Nicola Fascello - è di una violenza inaudita, capisco la denuncia ma questa supera ogni limite». ECCO IL TESTO DELLA CANZONE I delfini vanno a ballare sulle spiagge. Gli elefanti vanno a ballare in cimiteri sconosciuti. Le nuvole vanno a ballare all'orizzonte. I treni vanno a ballare nei musei a pagamento. E tu, dove vai a ballare?/ Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia, tremulo come una foglia foglia foglia. Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru, perché può capitare che si stacchi e venga giù./ Ehi turista, so che tu resti in questo posto italico. Attento, tu passi il valico ma questa terra ti manda al manicomio. Mare Adriatico e Ionio, vuoi respirare lo iodio ma qui nel golfo c'è puzza di zolfo, che sta arrivando il demonio. Abbronzatura da paura con la diossina dell'ILVA, qua ti vengono poi più rossi di Milva e dopo assomigli alla Pimpa. Nella zona spacciano la moria più buona: c'è chi ha fumato veleni all'ENI, chi ha lavorato ed è andato in coma; fuma persino il Gargano, con tutte quelle foreste accese. Turista tu balli e tu canti, io conto i defunti di questo Paese, dove quei furbi che fanno le imprese, no, non badano a spese; pensano che il protocollo di Kyoto sia un film erotico giapponese. / Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia dove la notte è buia buia, tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più. Vieni a ballare e grattati le palle pure tu, che devi ballare in Puglia Puglia Puglia, tremulo come una foglia foglia foglia. Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru perché può capitare che si stacchi e venga giù. / È vero, qui si fa festa, ma la gente è depressa e scarica: ho un amico che per ammazzarsi ha dovuto farsi assumere in fabbrica. Tra un palo che cade ed un tubo che scoppia, in quella bolgia si accoppa chi sgobba; e chi non sgobba si compra la roba e si sfonda, finché non ingombra la tomba. Vieni a ballare, compare, nei campi di pomodori, dove la mafia schiavizza i lavoratori, e se ti ribelli vai fuori. Rumeni ammassati nei bugigattoli come pelati in barattoli. Costretti a subire i ricatti di uomini grandi ma come coriandoli. Turista tu resta coi sandali, non fare scandali se siamo ingrati e ci siamo dimenticati d'essere figli di emigrati. Mortificàti, non ti rovineremo la gita. Su, passa dalla Puglia, passa a miglior vita. / Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia dove la notte è buia buia buia, tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più. Vieni a ballare e grattati le palle pure tu, che devi ballare in Puglia Puglia dove ti aspetta il boia boia boia. Agli angoli delle strade spade più di re Artù, si apre la voragine e vai dritto a Belzebù. / O Puglia Puglia mia tu Puglia mia, ti porto sempre nel cuore quando vado via. E subito penso che potrei morire senza te. E subito penso che potrei morire anche con te. 24/7/2008 |
sabato 31 maggio 2008
Una piccola recensione
Mi piacerebbe che in ogni comunità si cominciassero ad affrontare certi problemi, un pò come staq facendo il comune di Venezia, con iniziative come Cambieresti? di qualche anno fa o "A tutto GAS" attualmente in corso.
Trascrivo la recensione di quarta di copertina del libro:
"Sta nei dettagli la differenza tra il dire e il fare. Essi sono indispensabili per tradurre nel concreto principi come "salvare il pianeta" o "costruire un'umanità migliore". Prima però bisogna far sorgere una nuova cultura e radicare innovative abitudini individuali e collettive.
Questo manuale trae ispirazione da un'osservazione attenta degli stili di vita e delle loro paralizzanti contraddizioni, e propone migliaia di azioni improntate a sce3lte di carattere equo ed ecologico. Lo fa individuando un doppio piano di azione: la quotidianità individuale e quella collettiva.
Dal lungo elenco di piccole e grandi rivoluzioni che questo manuale suggerisce, ognuno potrà prendere quel che sente più vicino alla propria sensibilità. In ogni caso, contribuirà a migliorare la situazione del pianeta, oltre che la vita di noi tutti. Perchè in fondo ilsegreto sta nell'adottare comportamenti più equi e responsabili, modificando finalmente annose consuetudini."
Vogliamo i nazisti di quartiere
L'Italia tratta i nomadi come rifiuti. Il Commissario straordinario per lo smaltimento dei rom sta esaminando tutte le possibili soluzioni...
Sgomento in tutta Italia per le immagini dei cumuli di nomadi ai quali la popolazione esasperata ha dato fuoco: trasmesse dai telegiornali esteri potrebbero danneggiare il turismo. Il Commissario straordinario per lo smaltimento dei rom sta esaminando tutte le possibili soluzioni della grave emergenza. Le autorità invitano alla calma: le tecniche di smaltimento esistono, bisogna solo stabilire quali sono le più efficaci.
Pogrom
Il pogrom popolare, nonostante sia una pratica dalle radici millenarie, è una tecnica piuttosto rudimentale, dai risultati approssimativi. Il suo pregio fondamentale è che si fonda sul volontariato, coinvolgendo tutti i gruppi sociali del quartiere: giovinastri violenti, megere scarmigliate, piccoli criminali a riposo, commercianti con la bava alla bocca. Ma l'incendio e il saccheggio lasciano disordine e scompiglio, nelle giornate ventose i lapilli possono incendiare la permanente delle madri di famiglia che inveiscono ai margini del pogrom, la poltiglia di fango e fuliggine può rovinare irrimediabilmente le scarpe firmate della gioventù entusiasta che devasta le baraccopoli.
Il nazista di quartiere
L'introduzione del nazista di quartiere avrebbe il merito di rendere più familiare la figura del pulitore etnico, dissolvendo la cattiva fama che circonda un mestiere così duro e ingrato. Una birretta al bar, un salto dalla sartina dell'angolo per farsi ricucire sulla camicia bruna il simbolo delle Esse Esse, la rapatura a zero ritoccata ogni mattina dal barbiere, il passo dell'oca simpaticamente esibito nei rondò durante l'ora di punta, ed ecco che il nazista di quartiere diventa l'amico, il confidente, la figura di riferimento. Il rastrellamento settimanale, per snidare casa per casa eventuali clandestini, diventa in breve una festosa occasione di coesione sociale per tutto il quartiere, che accompagna il suo nazista durante la ronda e lo applaude in occasione degli interventi più spettacolari, dalla manganellata al bambino questuante alla deportazione, sulla sua Golf piombata, di cartomanti moleste e vecchie sdentate.
Riciclaggio
Perché distruggere i rom, affrontando costi troppo alti (stoccaggio in discarica, treni speciali per la Germania, ripristino di lager con relativo personale, eccetera) quando li si potrebbe tranquillamente riciclare? Il metodo è semplice ed efficace, prevede tre fasi affidate a tre professionisti: un neurochirurgo, uno stilista e un tutor. Prima fase: il neurochirurgo sottopone il rom o la rom a lobotomia, trasformandolo in un automa privo di memoria e di volontà propria, dunque già idoneo al reinserimento nella società italiana. Seconda fase: a gruppi, i rom operati vengono affidati a uno stilista, che li veste, anche se vecchissimi o bambini piccoli, secondo i canoni socialmente accettati, da calciatore o da Fabrizio Corona (per le femmine: da sciampista o da Michela Brambilla). Della precedente versione del rom si conservano solo i tatuaggi, molto trendy. Terza fase: un tutor reintroduce il rom nel normale ciclo sociale portandolo nei locali di corso Como a Milano a sniffare cocaina, oppure nei quartieri Spagnoli di Napoli come apprendista di camorra, o ancora tra gli ultras di calcio delle principali città. Figure sociali tradizionali che possono tranquillamente coesistere con il tranquillo ordinamento delle nostre comunità.
Musei
Un ristretto numero di nomadi, vivi o impagliati, verrà esposto nei principali musei etnologici nelle raffigurazioni più caratteristiche: zingaro col violino, zingara che legge la mano, zingaro carcerato, zingara che lo va a trovare in carcere.
Soluzione finale
Già sperimentata in passato da specialisti del Nord Europa, la soluzione finale ha una forte controindicazione: alla lunga, provoca l'intervento degli eserciti stranieri, fastidiosi strascichi legali come il processo di Norimberga, Giorni della Memoria e altre seccature congeneri.
(23 maggio 2008)
lunedì 19 maggio 2008
LaStampa.it: hai ricevuto un invito alla lettura da francesco
Riflettete Gente......
Gomorra visto dal Nord: largo alle ronde anti-camorra
Antonio Scurati
Perché Umberto Bossi non ha mai minacciato di rivolgere i suoi fantomatici fucili leghisti contro i Kalashnikov della camorra? Perché sempre contro «Roma ladrona», contro la sinistra statalista? Contro la «canaglia immigrata» e mai contro le organizzazioni criminali autoctone che affliggono l’Italia? La domanda mi assilla per buona parte della visione di Gomorra. L’interrogativo rimbalza come un’eco cavernosa in un’enorme sala quasi completamente vuota. E’ sabato pomeriggio di un fine settimana piovoso eppure saremo al massimo trenta o quaranta a vedere il superbo film che Matteo Garrone ha tratto dal libro di Roberto Saviano. Le altre mille poltroncine rosse sono rimaste vacanti. La passione civile per la piaga camorristica pare essersi arrestata al di sotto della Linea Gotica. La gente dell’hinterland milanese sembra accendersi per altro, per l’Inter che si gioca il campionato, per il federalismo fiscale o per i campi nomadi da sgomberare. Oggi il film verrà proiettato in concorso al festival di Cannes, preceduto dall’aura del capolavoro, ma io lo vedo in un multiplex alla periferia Nord di Milano - zona Bicocca -, diciotto sale inglobate in un mastodontico centro commerciale dove trascorre il suo intero weekend il nuovo proletariato suburbano, i figli adolescenti di ciò che un tempo furono le borgate, gli uomini e le donne di ciò che un tempo fu la classe operaia e le non-persone della nuova massiccia immigrazione. Proprio di fronte allo shopping center, a fare memoria, sorge la torre delle scomparse acciaierie Breda. Muta, solitaria, inconsolabile, più che rammentargliela, sembra voler rinfacciare all’edificio simbolo del nuovo proletariato la storia cancellata di quello vecchio. Siamo nei giorni in cui il risentimento del Nord, dopo aver covato sordo per anni, dopo essersi fatto forza di protesta sociale implosiva, dopo esser giunto a conquistare il palazzo di un troppo lungo inverno della politica, arriva infine a esplodere in forme aperte di intolleranza sociale. Mentre mi scorrono davanti agli occhi queste immagini di assoluta maestria formale - ogni inquadratura un dipinto, ogni angolo di ripresa un inappellabile giudizio sul mondo - nella mente mi riecheggiano i proclami con i quali si plaude agli assalti ai campi nomadi. Com’è possibile, mi chiedo, che i nuovi leader dei ceti popolari settentrionali chiamino allo stesso tipo di aggressione compiuta nei giorni scorsi nel Napoletano dai camorristi (con i quali, è bene sottolinearlo, non hanno niente a che fare sul piano sociale, culturale, antropologico)? Com’è possibile che genti tanto diverse si trovino sulla stessa linea d’azione? Non dovrebbero stare uno contro l’altro, muoversi guerra? «Finalmente! Era ora!». Questo l’unico commento che uno degli spettatori a me vicini si lascia sfuggire quando, dopo quasi due ore di proiezione, per la prima volta si vede la polizia intervenire tra le «vele» di Scampia, la più grande centrale di spaccio d’Europa. E, allora, perché non organizzare ronde anti-camorra? Il comprensibile risentimento del Nord, della mia gente impaurita, sradicata, operosa, se proprio deve trovare un canale di sfogo, un nemico altro da sé, perché non lo trova nelle varie piovre che allungano i loro tentacoli a soffocare l’intero Paese? Sarà forse perché, come mostra il film, anche un certo Nord ha lucrato sul degrado di un certo Sud? No. E’ una risposta emotiva, troppo parzialmente vera per essere convincente. La stragrande maggioranza degli elettori leghisti o forzisti del Nord non hanno nessuna connivenza con quei sistemi criminali. Una prima risposta la trovo uscendo dalla sala: la risposta è il centro commerciale. Chi vive in queste cattedrali sorrette dall’aria condizionata, nelle quali ogni gerarchia, ogni ordine, ogni ipotesi di senso è sostituita dall’accumulo di merci, ogni identità dalla proliferazione di marchi, ogni materialità dal profluvio di immagini, chi vive qui non sa più misurarsi con la sovranità agita, con la drastica decisione politica. I leghisti tutto sommato sono gente mite, la loro aggressività è teatro mediatico. In questo microcosmo commerciale dove le merci si cumulano proprio come le scorie si cumulano nelle discariche abusive mostrateci dal film, in questo junkspace impolitico la facoltà critica di muovere guerra al proprio vero nemico è rimossa in nome del comfort e del piacere. Nessuna guerra alla camorra proverrà mai da qui. Il Paese è spaccato tra chi la violenza la compie o la subisce e chi la sta a guardare sullo schermo. Ed è a causa di questa inerzia antropologica nei confronti della sopraffazione che l’Italia è spaccata, non tra destra e sinistra, non tra Nord e Sud, non tra italiani e immigrati, ma tra Paese legale e Paese criminale, tra chi infligge la crudeltà e chi la patisce. Una faglia sismica che spacca in profondità la terra sotto i nostri piedi lungo una linea dai bordi incerti e frastagliati ma comunque intrisi di sangue. Grazie alla sua impagabile capacità di de-epicizzare la violenza criminale, Gomorra di Matteo Garrone potrebbe essere per la mia generazione ciò che Roma città aperta fu per quella dell’immediato dopoguerra. Temo purtroppo che non lo sarà: questo nostro Paese dilaniato non sembra più pronto a combattere la sua guerra contro il suo vero nemico. Lo scrivemmo quando Roberto Saviano venne messo sotto scorta e lo riscriviamo ora: finché l’Italia non avrà combattuto e vinto i poteri criminali rimarrà una democrazia incompiuta.
venerdì 11 aprile 2008
Festa chiusura campagna elettorale: MIRA, 11 APRILE 2008 - P.ZZA SAN NICOLO'
mercoledì 13 febbraio 2008
UNA PRIMA PARZIALE VITTORIA?
La decisione nella riunione con Franceschini, Bettini e i venti segretari regionaliLa data più probabile è quella dell'1 e 2 marzo. Dopo una settimana le liste
Pd, consultazioni per le liste"Candidati scelti con gli iscritti"
Modalità decise nella riunione del 20 febbraio. "Non ci sarà un vero votoma le candidature saranno pesate con il gradimento delle assemblee dei circoli"di CLAUDIA FUSANI
Pd, consultazioni per le liste"Candidati scelti con gli iscritti"' Primarie, no meglio "primariette". Anzi, per correttezza è più giusto chiamarle "consultazioni", cioè il tentativo di coinvolgere il numero più alto di elettori nella scelta del candidato di zona destinato a Camera e Senato. In un modo o nell'altro nelle liste del Pd per il voto del 13 aprile ci saranno anche candidati "per caso", scelti dai cittadini, fuori dalla casta ma con qualche merito "civico". Finisce così - che è già qualcosa anche se non tantissimo - la riunione con i segretari regionali del Pd nella ex sede della Margherita in largo del Nazareno, il luogo prescelto quando le riunioni contano più dieci persone, troppe per il loft. I venti segretari regionali, convocati a Roma per sciogliere i tanti nodi sulle formazione delle liste, su chi candidare e chi no, hanno portato prima di tutto un messaggio: il territorio ci chiede le primarie, di poter scegliere i candidati, di rispettare la promessa di una nuova stagione della politica. E non capirebbe in alcun modo, anche se è colpa della legge elettorale, liste con nomi calati dall'alto a malapena conosciuti. Da quando sono state sciolte le Camere si sono moltiplicate le iniziative per chiedere una partecipazione diretta degli elettori e si sono registrati i primi mal di pancia quando a livello locale hanno cominciati a circolare i nomi dei soliti noti del solito ceto politico. In Toscana, nel Valdarno, giusto domenica è nato il sito www.primarieperilpd.com, una petizione on line per promuovere le primarie per la scelta dei candidati. Centinaia di firme in poche ore. E gli applausi più belli, in giro per l'Italia, Veltroni li ha presi quando ha promesso che "questa volta nei circoli del partito non ci saranno le luci accese fino a notte tarda per decidere tra pochi chi mettere in lista".
Insomma, un modo per far partecipare, anche solo un poco, gli elettori alla scelta delle candidature andava trovato. Le modalità delle consultazioni saranno decise mercoledì 20 nella riunione del Coordinamento del partito. Quello che si può immaginare è qualcosa che potrebbe assomigliare ai caucus delle primarie Usa. Lo Statuto, alla voce candidature, prevede una doppia opzione: o primarie, quindi elezioni vere e proprie con un numero che dà il risultato finale; o "ampie consultazioni". Dario Franceschini, a fine riunione, spiega che "è impossibile fare le primarie come volevamo per una questione di tempi, modalità e condizioni. Avremo comunque un meccanismo molto diverso da quello di tutti gli altri partiti che faranno le liste chiusi in una stanza". Gli unici giorni possibili sono l'1 e il 2 marzo, tra il deposito dei simboli e quello delle liste. L'idea è quella di convocare a livello territoriale le assemblee dei Circoli del Pd (le vecchie sezioni dei partiti) aperte però anche a cittadini che non hanno la tessera di fondatore (sono più di un milione gli italiani che hanno ritirato l'attestato nelle ultime due settimane). "Ci si può immaginare assemblee il più allargate possibile oltre ai fondatori-tesserati ma comunque contenute nei numeri" spiega uno dei tecnici che si sta occupando dell'organizzazione delle consultazioni. "Se pensiamo a Roma - aggiunge - qualcosa come una decina per ogni municipio", una ogni ventimila abitanti. Assemblee pensate "per dare input e per riceverne". Quindi sarà avviata "una discussione e un ragionamento sul candidato uscente di quel territorio, se i cittadini si sentono bene, male o poco rappresentati". A quel punto saranno fatte delle proposte, uno, due, massimo tre nomi e una decisione che avverrà per alzata di mano e non con un vero e proprio voto. Quasi un caucus, appunto. "Non ci sarà un conteggio finale ma solo delle proposte di nomi". Il segretario pugliese, Michele Emiliano il più votato il 14 ottobre, la vede in modo un po' rivoluzionario: le chiama "primarie di secondo grado", candidature dal basso, dei circoli e solo se appoggiate da un certo numero di iscritti. Per Andrea Orlando, responsabile organizzazione del Pd, gli iscritti dovrebbero invece poter votare e non solo esprimere un gradimento in un dibattito. Il voto servirebbe a definire "rose di candidati" che poi "gli organi dirigenti dovranno bilanciare con donne e rappresentanti di tutto il territorio". Il 20 ottobre il Coordinamento nazionale risolverà dubbi e incertezze ma anche altre questioni aperte, ad esempio se confermare la norma che impedisce di candidare chi ha già fatto tre legislature. Sono almeno due i rischi grossi da evitare con le consultazioni organizzate in tutta fretta: la difficoltà di gestirle in territori come il sud dove la rete dei Circoli è ancora molto indietro; evitare di favorire le strutture del vecchio ceto politico che si sono subito riorganizzate e riciclate. (12 febbraio 2008)
FIRMA PER LE DONNE DEL PARTITO DEMOCRATICO
Condivido l'appello per il 50% di donne nelle liste del PD lanciato su www.petitiononline.com/PARI2008/petition.html.
martedì 12 febbraio 2008
Chi vuole cambiare la classe dirigente?
CHI VUOLE CAMBIARE LA CLASSE DIRIGENTE? (http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000257.html)
a tal proposito segnalo anche la petizione qui sotto
http://www.ipetitions.com/petition/APPELLO_PRIMARIE/index.html
e agli eletti auguro buona fortuna più che buon lavoro!!!!
venerdì 8 febbraio 2008
Candidature
Lo sò le mie speranze rasentano lo zero, però finchè non si prova a scalzare un po di vecchi non si può dire di averci provato...
La sorpresa più grande analizzando la lista dei candidati è che fra gli uomini sono il secondo più giovane, a trentatre anni?!!!! è veramente desolante, c'è tutto da ricostruire nel centro sinistra se, non siamo in grado di attrarre qualche vero giovane (visto che io sono un adulto) neanche quì a Mira che è un paese di antica tradizione di sinistra....
Un augurio al mio amico Nico Narsi, anche lui candidato alle comunali!
Comunque vada, avremo tanto da fare ancora assieme, è solo l'inizio.
Costituzione dei circoli territoriali
1- BORBIAGO Centro Civico, Via Botte, 1
2- DOGALETTO ex sede DS, via Bastie
3- MALCONTENTA ex Consiglio di Quartiere, via dell’Erba
4- MARANO Centro Civico Via Caltana, 66
5/6- MIRA TAGLIO – MIRA PORTE Casa dell’Associazionismo, via E.Toti, 1
7/8- PIAZZA MERCATO – ORIAGO Ex Biblioteca Comunale, Borgo Matteotti
9- GAMBARARE – PIAZZA VECCHIA Centro Anziani Porto Menai, 2
Ora più che mai il PARTITO DEMOCRATICO è necessario:
PARTECIPA e DECIDI
MODALITÀ DI VOTAZIONE:
Possono partecipare tutti gli aderenti e simpatizzanti del PD regolarmente iscritti alle liste elettorali del Comune di Mira, recandosi al rispettivo seggio di riferimento.
Giorno Della Votazione : DOMENICA 10 FEBBRAIO 2008
- Ore 08:30 – 10:00 Presentazione delle candidature per il coordinamento di Circolo
- Ore 10:00 Inizio dibattito e discussione
- Ore 11:00 -19:00 Apertura Seggio per la votazione del Coordinamento di Circolo, del Coord. Comunale di Mira e del Coord. Provinciale
1)- partecipare alla votazione NON equivale ad un’iscrizione al PD. Si riceverà solo un attestato di “fondatore”, non una tessera (i 2 euro richiesti servono esclusivamente a coprire le spese di stampa e organizzazione);
2)- potranno partecipare al voto anche coloro che, per i motivi più svariati, non hanno potuto esprimersi il 14 ottobre scorso, semplicemente versando un euro supplementare;
3)-le schede elettorali saranno 3: GIALLA (Circolo), AZZURRA (Comunale) e VERDE (Provinciale). Il voto avviene mediante preferenza, scrivendo cognome e nome del candidato sull’apposito spazio. Si tratta di candidature individuali, non di Lista. Troverete gli elenchi con i nominativi dei candidati al di fuori del seggio (si veda l'allegato qui sotto. NB: per le candidature di circolo c'è tempo sino alla domenica mattina stessa, per questo non possono qui essere accluse);
4) si può votare dai 16 anni compiuti in su;
5) i cittadini stranieri residenti e/o con permesso di soggiorno possono votare.
- AGNOLETTO GIUSEPPE 21/07/1955
- BABATO ALFEO 05/06/1946
- BARBAZZA LIVIO 25/04/1962
- BARBERINI FRANCO 03/07/1947
- BARBERINI MAURIZIO 12/08/1955
- BERTAGGIA GABRIELE 18/03/1959
- BOBBO STEFANO 23/09/1958
- BOLZONI GABRIELE 26/11/1958
- CASARIN SILVANO 18/04/1971
- CELEGATO AGOSTINO 04/07/1954
- CELEGATO MATTEO 06/03/1982
- COCCATO IGOR 03/11/1973
- DAL DON NERIO 25/07/1946
- D'ANNA PAOLINO 05/03/1966
- DI PAOLA PALMIRO 14/05/1953
- DI SILVESTRE PAOLO 25/01/1963
- MARCHIORI GIORGIO 13/12/1949
- MARCHIORI LORIS 31/08/1950
- MARIN RENATO 25/10/1952
- MEGGIATO DAVIDE 17/06/1967
- MEZZETTI MAURIZIO 06/12/1956
- MINTO LORENZO 16/05/1962
- MOROSINI RENZO 25/01/1952
- NARSI NICO 31/07/1972
- NIERO STEFANO 25/10/1963
- PALMARINI GUERRINO 06/04/1952
- PUPILLO FRANCESCO 26/09/1974
- QUAGGIO CLAUDIO 21/04/1964
- SCHIAVO FEDERICO 09/01/1969
- SCHIRRU FABIO 15/09/1957
- SCORTEGAGNA UGO 06/09/1957
- SOLIMINI LUIGI 26/01/1952
- VOLPE POMPEO 18/02/1955
Coordinamento Comunale - DONNE [scheda AZZURRA]
- AGNOLETTO ROBERTA 01/04/1974
- AMERIO SILVIA 10/05/1977
- BIANCATO MARIAGRAZIA 29/01/1950
- BOBBO LUCIANA 22/04/1967
- BOLDRIN FEDORA 01/03/1955
- BROTTO EMILIA 22/02/1946
- CARRARO LUCIA 10/02/1956
- CASAGRANDE RAFFAELLA 14/05/1971
- CAUSIN SARAH 14/07/1983
- CAZZIN ELISABETTA 29/10/1960
- CESTONARO GIORGIA 24/09/1977
- CESTONARO LARA 22/01/1968
- CODATO SERENELLA 27/08/1959
- COSTANTINI RITA 23/09/1957
- DANESIN RAFFAELLA 20/03/1959
- DE FAVERI GLORIA 14/07/1990
- DIVICARI MANUELA 10/01/1959
- DONAGGIO CECILIA 29/01/1947
- DONATI DONATELLA 16/09/1958
- FIOROTTO MARISA 11/09/1949
- FRATTINA MICHELA 24/02/1971
- GASPARINI MARGHERITA 23/07/1965
- MINOTTO VILMA 19/08/1950
- OHANESIAN MARIE detta "L'AMERICANA" 22/09/1957
- PILOTTI BEATRICE 09/05/1970
- POLISI GASPERINA 05/06/1969
- QUINTO LUISA 07/02/1948
- RESENTE FERRUCCIA 16/02/1953
- SARTORELLI TIZIANA 28/07/1957
- SCLAUZERO ORIETTA 01/10/1963
- TONIOLO SAMUELA 05/07/1982
Coordinamento Provinciale - Collegio Mira-Venezia - UOMINI [scheda VERDE]
- ALBERTIN PAOLO 05/02/1949
- ALLORINI STEFANO 25/06/1957
- BALZANO SAVINO 06/05/1947
- BARBAZZA LIVIO 25/04/1962
- BARBERINI MAURIZIO 12/08/1955
- BELLOMO MATTEO 13/09/1977
- BORDIN MAURIZIO 01/09/1960
- BRAZZOLOTTO LUIGI 03/04/1967
- DALLA BELLA PAOLO 16/05/1972
- D'ANNA PAOLINO 05/03/1966
- DI SILVESTRE PAOLO 25/01/1963
- FASSINI PIERGIORGIO 04/12/1953
- MANDRICARDO MAURIZIO 03/07/1951
- MARCATO ROBERTO 26/09/1953
- MARCHIORI GIORGIO 13/12/1949
- PALMARINI GUERRINO 06/04/1952
- RIBON MATTEO 10/09/1979
- ROSTEGHIN EMANUELE 09/12/1977
- RUBIN GABRIELE 17/08/1954
- SACCO FRANCESCO 29/05/1950
- SCHIAVO FEDERICO 09/01/1969
- STOCCO GIANCARLO 27/03/1962
- VOLPATO FRANCESCO 24/05/1961
Coordinamento Provinciale - Collegio Mira-Venezia - DONNE [scheda VERDE]
- AGNOLETTO ROBERTA 01/04/1974
- ALLOCCO GIOVANNA 09/12/1967
- AMETISTA BARBARA 14/07/1944
- BOBBO LUCIANA 22/04/1967
- BORTOLOZZO SILVIA 10/05/1966
- BRUSEGAN ROSANNA 25/07/1950
- CESTONARO GIORGIA 24/09/1977
- FIOROTTO MARISA 11/09/1949
- GAMBAROTTO CHIARA 24/02/1981
- GAZZATO LUCIA 01/07/1956
- LO RITO MARILENA 24/05/1959
- MARONESE MARIELLA 21/11/1951
- SCLAUZERO ORIETTA 01/10/1963
- TONIOLO SAMUELA 05/07/1982
- VENIER DANIELA 19/10/1964
- ZORNETTA MARIA AVE IN SALIERI 18/04/1949