Come un vento lieve le cose si muovono anche a Mira.
Finalmente gli eletti (ovviamente non tutti, chissà perchè?!...) hanno cominciato a vedersi ed a parlarsi.
E' cominciato a nascere il PD? quel partito plurale e davvero democratico che tutti sognamo? o saremo di nuovo sopraffatti dai soliti veti incrociati simbolo di una politica bassa, sporca e poco avvezza ad essere al servizio della gente?
Staremo a vedere, per ora gioiamo del dialogo che male certamente non può fare...
martedì 11 dicembre 2007
sabato 1 dicembre 2007
Un consiglio comunale surreale...
L'altra sera, sono andato per la prima volta ad assistere al consiglio comunale.
L'esperienza è stata surreale...!
Uno dei punti all'ordine del giorno era, una mozione dell'opposizione perchè venisse appeso il crocefisso in sala consiliare. A parte il disaccordo tra gli stessi proponenti che si è sostanziato in due distinte mozioni, la cosa sconvolgente è stata che la discussione su questo argomento (non certo fondamentale per il buon andamento di un comune complesso come quello di Mira) si è protratta per più di un ora e mezzo con sospensioni e svariati interveni....
L'atteggiamento di chi si è presentato in aula proponendo tali mozioni, supportato da una numerosa claque munita di striscioni e volantini, mi ha dato sensazioni di fastidio e intolleranza, nonchè voglia di trasformare un simbolo religioso in strumento asservito ad una ideologia, piuttosto che un'altra, un simbolo di tolleranza strumentalizzato da chi la tolleranza non sa neanche dove è di casa.
Tutta questa situazione mi fa venire in mente la scena finale del film "L'Inchiesta" di Damiani in cui un soldato romano convertito, interrogato da un suo commilitone sostiene di vedere nel gladio, la spada romana, la croce di Cristo in quanto era impugnata per la lama dal suo interlocutore, e per questa risposta viene ucciso.
Nella scena che ho citato uno strumento di morte si trasforma in strumento di pace, basta impugnarlo nella maniera giusta. Nella discussione dell'altra sera ho visto il processo contrario, un simbolo di tolleranza amore e pace impugnato e trasformato in arma a sostegno dell'intolleranza e dell'imposizione di una cultura escludente.
Da cattolico praticante, mi vergogno di tali strumentalizzazioni, e allo stesso tempo mi preoccupo perchè purtroppo per via di queste battaglie pretestuose, il messaggio che circola all'esterno è quello che noi cattolici siamo tutti intolleranti e vogliosi di imporre le nostre idee con la forza, e siprattutto cosa che non condivido, che il nostro Stato sia governato dal Vaticano.
L'mmagine che, invece, per me più descrive meglio il cristiano è quella data nella lettera A Diognato nei primi secoli del cristianesimo:
L'esperienza è stata surreale...!
Uno dei punti all'ordine del giorno era, una mozione dell'opposizione perchè venisse appeso il crocefisso in sala consiliare. A parte il disaccordo tra gli stessi proponenti che si è sostanziato in due distinte mozioni, la cosa sconvolgente è stata che la discussione su questo argomento (non certo fondamentale per il buon andamento di un comune complesso come quello di Mira) si è protratta per più di un ora e mezzo con sospensioni e svariati interveni....
L'atteggiamento di chi si è presentato in aula proponendo tali mozioni, supportato da una numerosa claque munita di striscioni e volantini, mi ha dato sensazioni di fastidio e intolleranza, nonchè voglia di trasformare un simbolo religioso in strumento asservito ad una ideologia, piuttosto che un'altra, un simbolo di tolleranza strumentalizzato da chi la tolleranza non sa neanche dove è di casa.
Tutta questa situazione mi fa venire in mente la scena finale del film "L'Inchiesta" di Damiani in cui un soldato romano convertito, interrogato da un suo commilitone sostiene di vedere nel gladio, la spada romana, la croce di Cristo in quanto era impugnata per la lama dal suo interlocutore, e per questa risposta viene ucciso.
Nella scena che ho citato uno strumento di morte si trasforma in strumento di pace, basta impugnarlo nella maniera giusta. Nella discussione dell'altra sera ho visto il processo contrario, un simbolo di tolleranza amore e pace impugnato e trasformato in arma a sostegno dell'intolleranza e dell'imposizione di una cultura escludente.
Da cattolico praticante, mi vergogno di tali strumentalizzazioni, e allo stesso tempo mi preoccupo perchè purtroppo per via di queste battaglie pretestuose, il messaggio che circola all'esterno è quello che noi cattolici siamo tutti intolleranti e vogliosi di imporre le nostre idee con la forza, e siprattutto cosa che non condivido, che il nostro Stato sia governato dal Vaticano.
L'mmagine che, invece, per me più descrive meglio il cristiano è quella data nella lettera A Diognato nei primi secoli del cristianesimo:
"I cristiani infatti non si distinguono dagli altri uomini nè per territorio, nè per lingua, nè per modo di vestire.
Non abitatano, in un qualche luogo, città proprie, nè si servono di qualche dialetto strano, nè praticano un genere di vita particolare.
Non è certo per una qualche invenzione o pensata di uominmi irrequieti che questa loro conoscenza è stata trovata, nè essi si fanno campioni di una dottrina umana, come certuni.....
....Obbediscono alle leggi stabilite, eppure con la loro vita superano le leggi.....
....Amano tutti, eppure da tutti sono perseguitati...
....Insultati, benedicono; offesi, rendono onore....
....In una parola, ciò che l'anima è nel corpo, i cristiani lo sono nel mondo."
Questo testo descrive, persone pacifiche ed estremamente rispettose e tolleranti.
Come si possono conciliare l'essenza pacifica e tollerante del Cristianesimo con le istanze di chi pur ostentando i simboli religiosi si fa promotore e paladino della discriminazione nei confronti degli immigrati o che si dimostra indifferente ed indignato nel confronto con l'indigenza, nonchè intollerante verso le culture e le religioni altrui?
Per fortuna la maggioranza dei credenti sa che non è con i simboli e le cerimonie che si è buoni cristiani ma, mettendo in pratica l'insegnamento trasmessoci dal Vangelo.
Non abitatano, in un qualche luogo, città proprie, nè si servono di qualche dialetto strano, nè praticano un genere di vita particolare.
Non è certo per una qualche invenzione o pensata di uominmi irrequieti che questa loro conoscenza è stata trovata, nè essi si fanno campioni di una dottrina umana, come certuni.....
....Obbediscono alle leggi stabilite, eppure con la loro vita superano le leggi.....
....Amano tutti, eppure da tutti sono perseguitati...
....Insultati, benedicono; offesi, rendono onore....
....In una parola, ciò che l'anima è nel corpo, i cristiani lo sono nel mondo."
Questo testo descrive, persone pacifiche ed estremamente rispettose e tolleranti.
Come si possono conciliare l'essenza pacifica e tollerante del Cristianesimo con le istanze di chi pur ostentando i simboli religiosi si fa promotore e paladino della discriminazione nei confronti degli immigrati o che si dimostra indifferente ed indignato nel confronto con l'indigenza, nonchè intollerante verso le culture e le religioni altrui?
Per fortuna la maggioranza dei credenti sa che non è con i simboli e le cerimonie che si è buoni cristiani ma, mettendo in pratica l'insegnamento trasmessoci dal Vangelo.
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